NIS2

La Direttiva UE 2022/2555 (NIS2) stabilisce i nuovi standard di cybersicurezza per rafforzare la resilienza operativa delle organizzazioni nell’Unione Europea.

Chi riguarda

Si applica a enti "Essenziali" e "Importanti" operanti in 18 settori critici (energia, sanità, PA, banche, logistica, infrastrutture digitali, ecc.).

In genere coinvolge medie e grandi imprese (≥50 dipendenti o ≥10M€ di fatturato), oltre a entità chiave indipendentemente dalla dimensione.

Cosa richiede

Impone un approccio formale basato sulla gestione del rischio (Articolo 21).

I vertici aziendali (CdA e amministratori) sono direttamente responsabili dell'approvazione delle misure di sicurezza e rispondono in prima persona della mancata compliance, con l'obbligo di frequentare corsi di formazione dedicati.

Approccio pratico

Per essere conforme, l'azienda deve strutturare un percorso integrato che parte dall'analisi dei rischi e arriva alla sorveglianza attiva h24, passando per la sicurezza della filiera e la gestione tempestiva degli incidenti.

Standard richiesti dalla NIS2

Esecuzione di un’analisi dei rischi e di una Gap Analysis preliminare per mappare gli asset informatici, identificare le vulnerabilità architetturali e definire il piano d’azione prioritario per la conformità.

Processi continuativi di Vulnerability Assessment, Penetration Testing e patch management per correggere tempestivamente le falle di sicurezza, affiancati da una politica di divulgazione responsabile delle vulnerabilità.

Adozione obbligatoria dell’autenticazione a più fattori (MFA) o di sistemi di autenticazione per proteggere la rete aziendale, gli accessi remoti e gli account con privilegi elevati.

Centralizzazione, protezione e conservazione dei log di audit. Impiego di sistemi SIEM (Security Information and Event Management) per correlare gli eventi in tempo reale e rilevare anomalie.

Adozione di soluzioni di Endpoint ed Extended Detection and Response per il monitoraggio continuo di dispositivi e traffico di rete, essenziali per isolare tempestivamente minacce come i ransomware.

Sorveglianza h24/7/365 dell’infrastruttura (spesso erogata tramite un SOC, Security Operations Center) per individuare precocemente indicatori di compromissione e bloccare gli attacchi.

Architettura di backup basata su regola 3-2-1 con copie cifrate e immutabili (offline o WORM). Redazione e test periodico obbligatorio dei Piani di Continuità Operativa (BCP) e Disaster Recovery (DR).

Procedure codificate per gestire le violazioni. Gli incidenti significativi impongono la notifica alle autorità nazionali (ACN/CSIRT): Early Warning entro 24 ore, notifica completa entro 72 ore e relazione finale entro 1 mese.

Valutazione dei rischi cyber derivanti dai fornitori diretti e terze parti, con inserimento di stringenti clausole di sicurezza nei contratti e verifiche periodiche dei requisiti della filiera.

Formalizzazione scritta di tutte le policy aziendali: gestione accessi, uso della crittografia, registri dei rischi, piani di emergenza e rendicontazione periodica degli interventi eseguiti.

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